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El laghetto de Fimon

Avevo sei anni quando andai in gita premio con la parrocchia perché ero stato molto bravo ad andare al catechismo tutte le domeniche e alla messa del mattino alle 7.00 durante le vacanze estive.

Mamma e papà non potevano esserci perché lavoravano dall’alba al tramonto ed io però ero in compagnia dei chierichetti più grandi ed anche del Parroco Don Mario.

La gita era anni ’60 . Autobus strapieno, panino con la frittata e un pomo dentro ad una tracolla. Le mete della gita ovviamente l’aveva scelta il Parroco ma per noi piccolini la meta non era l’attrattiva principale. La gita per noi piccolini era libertà, cantare a squarciagola, fare amicizie, mettersi alla prova, fare baldoria ecc. .

Appelli, controappelli , mamme che fanno mille raccomandazioni e finalmente si parte . Dove si va ? Io non lo sapevo. Uno del gruppo di ragazzi più grandi lo sa e dice anche me che andiamo a vedere la Madonna di Monteberico. Mi ricordo la confusione che facevamo in corriera, la visita di una chiesa enorme piena di scalini e tutta illuminata, splendente di colore giallo e piena di quadri e sculture. Una bella cosa ma più bella per me piccolino è stata la partecipazione al pranzo al sacco che non avevo mai fatto. E poi lì vicino appena mangiato correndo abbiamo anche giocato a tegna alta e a tegna bassa.

Tutti accaldati siamo poi ripartiti con la corriera che ci aspettava in un grande piazzale davanti alla chiesa. Appena entrati mi sono messo sul fondo della corriera assieme ad un bel gruppo di monnellacci a fare boccacce e sberleffi a quelli che stavano nelle file davanti vicino al Parroco, all’autista ed ad un gruppo di adulti ma per noi sarebbe meglio dire vecchi. Poi le boccacce le facevamo anche dal finestrino a quelli che incontravamo.

Non abbiamo fatto molta strada e la corriera ci ha sbarcato su un campo pieno di polvere e tutti hanno incominciato a parla del lago el lago el lago, e le barche ed il pontile ecc.. Non avevo mai visto un lago ma per me questo laghetto sembrava un’enormità.

Appena abbiamo visto il lago , un pontile di legno e due barchette di legno accostate una a destra e l’altra a sinistra qualcuno ha cominciato a dire facciamo un giro in barca ? Facciamo un giro in barca ?. Alla fine il Parroco si lasciò commuovere e disse:” Sì facciamo un giro in barca”. Chiamarono i barcari e subito i ragazzi più grandi e coraggiosi salirono sulla prima barca. Le ragazze, i più piccolini ed io tra loro salimmo sulla seconda barca. Saliti sulla barca il barcaiolo diede una palata col remo e poi cominciò la manovra di allontanamento a remi dalla riva.. Ad ogni piccolo scuotimento della barca le ragazze strillavano , i ragazzi scoprirono ben presto che bastava spostarsi di colpo in tre o quatto e la barca beccheggiava alzandosi da una parte ed abbassandosi dall’altra. Chi si trovava dalla parte che si abbassava aveva la sensazione di finire in acqua. Ma il gioco ci divertiva e faceva arrabbiare il marinaio (de laghetto) che ci strillava ste fermi, ste fermi parchè non semo in giostra !, Ad uno un po più vivace degli altri gridò mentre stava remando : “Ti moreto te moeo quattro sberle”.

Il giretto in barca ci sembrò piccolino perché in un attimo la barca girò la prua verso terra ed in un lampo la barca arrivò al pontile. I ragazzi cominciarono a saltare dalla barca al pontile di corsa. Io restai tra gli ultimi. Prima di me spiccò un gran salto un ragazzo bello grande e robusto ed anch’io che venivo dietro e non volevo essere da meno perché il confronto esalta i piccolini ….spiccai allora anch’io un bel salto dalla barca al pontile ma…….. non trovai il pontile e caddi in acqua . Sentii che l’acqua mi aveva avvolto tutto dai piedi alla testa, precipitai verso il fondo per un bel tratto e poi non so come risalii a galla dove dei ragazzi o degli adulti robusti mi afferrarono per una mano e mi riportarono sul pontile tutto gocciolante. Vidi la paura sulla faccia degli altri mentre io sul momento ero sereno perché non mi rendevo conto. C’era anche il Parroco sul pontile e diventò più bianco del solito. Mi disse : “Tu devi avere un angelo custode abbastanza sveglio che ti protegge perché hai rischiato di annegare”. A me parve una esagerazione, mi sembrava una bagnoea come quelle che facevamo nei fossi d’estate. Ero più preoccupato invece dei vestiti e di cosa mi avrebbe detto la mamma quando sarebbe venuta a sapere della mia disavventura . “Non preoccuparti dei vestiti” mi disse il Parroco e mi portò con lui che ancora gocciolavo e tremavo dal freddo in un negozio di vestiti che si trovava in prossimità del paese in compagnia di una signora. Li mi spogliarono da cima a fondo e mi comprarono vestiti e scarpe nuove ed i miei vestiti li misero in un sacchetto.

Appena tornati a casa tutti i ragazzi più grandi raccontarono subito alla mia mamma cosa era successo e mia mamma non se la prese, come si fa ora, con gli accompagnatori o con il Parroco, se la prese direttamente con me. Mi disse che non sarei più andato a nessuna gita, che ero senza testa e meritavo solo tante botte e mi mandò a letto senza cena ma con obbligo di ringraziare cento volte l’Angelo Custode.

Io ero preoccupato non tanto della disavventura passata e del rischio corso quanto dell’arrabbiatura di mia mamma. In seguito non mi mandò mai a fare un corso di nuoto, in vacanza si andava solo in montagna e mai al mare e guai se veniva a sapere che ero entrato nell’acqua di un fosso o al laghetto de Rossi . Mi sa che la mamma si era più spaventata lei di me e mi fece venire con tutte queste paure la fobia dell’acqua.

In questi giorni però il trascurato laghetto di Fimon è arrivato agli onori della cronaca perchè dalle sue acque è comparso per la seconda volta un angelo bianco. Tutti i giornali hanno dato infatti la notizia che dalle acque del laghetto in una notte tra sabato e domenica è affiorata una sagoma bianca dalle forme femminili che è stata subito battezzata come l’angelo bianco. Un mese prima una sagoma simile ma di fattezze maschili era apparsa sopra una delle torri del paese di Arcugnano il paese alle porte di Vicenza che ospita anche il laghetto di Fimon. Ma questa volta la sagoma è mezza dentro e mezza fuori dall’acqua. Queste apparizioni misteriose hanno subito interessato fotografi e curiosi locali tanto che il Comune di Arcugnano ha subito inserito nella sua pagina Facebook un post con scritto: Nuova presenza bianca. Autore /i sconosciuti. Il mistero continua”. Il misterioso angelo bianco apparso dalle acque del laghetto di Fimon reca scritto sul dorso: “Svincolarsi dalle convinzioni, dalle pose e dalle posizioni”. Subito gli esperti sono andati a controllare e la frase fa parte della canzone Altrove di Morgan. Si tratta indubbiamente di un angelo non conformista, poeta ma anche un buon nuotatore e che ha fatto rispetto a tanti altri angeli anche il corso di salvataggio. Questo dimostra che ci sono anche artisti e poeti capaci di grandi cose e da noi prima o dopo emergono.

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