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El martoreo

Quando ero piccolo avevo tanta paura del buio e tante altre paure. Ascoltavo i discorsi che i grandi facevano nel negozio di mio padre. Ridendo… spesso vi era qualcuno che parlava degli strani scherzi che aveva fatto uno stranissimo personaggio che chiamavano El martoreo. Andavo in campi – racconta uno – quando da drio al pajaro salta fora el martoreo el me butta via el capeo e scappa velocissimo come el vento vissineo “. Go ciapà na paura che so corso casa de corsa. Un altro vede El martoreo in mezzo alla bustija ossia il triplice filare delle viti sostenute spesso da altre piante come il moraro, l’uppio, i pai de robinia e lo vede saltare da un ferro all’altro e poi scappare via a tutta velocità.

Molti raccontavano altre strane storie fantastiche sempre a base di scherzi, spaventi fatti da questo martoreo che girava sempre per i campi specie in estate ed in primavera e ne combinava di tutti i colori. Io non giravo moltissimo per i campi ma quando lo facevo da mio zio o da altri mi guardavo continuamente attorno perchè avevo paura che sto martoreo spuntasse da un momento all’altro. Mio padre però sdrammatizzava e a tutti quelli che raccontavano storie del martoreo raccomandava: “Bevi manco e allora el martoreo non lo trovi più “.

Tutti convenivano però su un fatto el martoreo era di colore rosso con una faccia da predatore, veloce, astuto pronto anche al sorriso dopo lo scherzo ma in genere non combinava mai grossi guai si limitava allo spavento era in sostanza un mattacchione che si divertiva con poco. Uno spiritello burlone e veloce come l’aria.

Tuttavia un giorno rimasi molto spaventato perchè sentii raccontare di una donna sposata che era stato vittima di un fatto molto brutto commesso proprio dal martoreo. Ascoltai per caso il racconto molto accorato e concitato fatto dalle vecie a mia mamma che invece vedevo sempre molto sicura, ironica e non molto spaventata da questa incredibile storia .

La gera drio andare aea Volta” … arrivà aea curva dei Rocheti deve fare la curva e non se vede cossa ghe xè dopo ea curva. Raccolta la signora con fare misterioso. A me sembrava di conoscere quella strada perchè sin da piccolo la facevo per andare a scuola. Capisco che stanno parlando di una loro conoscente che stava andando in bicicletta verso una zona della Volta. Appena fatta sta curva dal palù pieno de canevere salta fora all’improvviso el martoreo tutto rosso in faccia con sembianze quasi umane e senza dire nulla, veloce come un lampo sferra una coltellata al fianco di questa povera signora che stava passando in bicicletta senza nemmeno fermarla e subito si nasconde nella vegetazione da dove era uscito. Nessuno ha visto nulla, la signora colpita al fianco non si mette ad urlare sul momento e dicono non si fosse nemmeno resa conto del colpo che aveva ricevuto ed in bicicletta percorse un bel pezzo prima di accorgersi che stava perdendo molto sangue. Si fermò allora vicino ad una vecchia osteria e fu soccorsa dai clienti dell’osteria ed uno di loro l’accompagnò all’Ospedale di Padova.

Questo triste fatto fu oggetto di racconti, chiacchere, commenti di tutti i tipi ed ai miei occhi sto martoreo cominciava a spaventare sempre di più. Se il Martoreo è capace anche di mollarti una coltellata allora io come mi difendo visto che tutte le sere mia mamma mi manda dai Rocheti con la pignatea a prendere il latte con il buio? Non sapevo darmi una risposta. Io ero il maggiore di tre figli ed indubbiamente era mio compito alla sera andare a prendere il latte per la cena della sera e la colazione del mattino altrimenti non c’era il latte per me e per i miei fratelli e mia mamma mi sgridava. La strada non era molta, ma era buia, senza marciapiede e con un fosso grande da una parte pieno di acqua ed un fossetto più piccolo dall’altra parte.

Allora nella mia mente di piccolo uomo coraggioso avevo approntato una strategia: “Camminerò sempre vicino al fossetto più piccolo sia all’andata e sia al ritorno” dissi tra me e me. Pronto a scappare, se dovessi sentire qualche rumore. E se dovesse uscire El martoreo gli tiro subito la pignatea in faccia e scappo velocemente o dentro la casa dei Rocheti o verso la mia casa. ” Il piano di difesa mi sembrava alla fine ben congegnato e continuai ad andare a prendere il latte alla sera anche dopo aver sentito la strana storia del Martoreo aggressore.

Anche mia mamma però non credeva alle storie del Martoreo lei era sempre molto scettica sulle storie che sentiva in bottega. E alla ennesima storia di cosa avesse combinato sto martoreo disse a due donne che se la stavano raccontando: ” Care mie vialtre gavì el bontempo. Secondo mi queo no gera El martoreo. Chissa cosa ghera successo prima! Bisognaria savere veramente come xe andà la storia.

Ed a me che le dissi mamma ho paura ad andare tore el late perchè ghe xe el martoreo mi disse. Tranquillo mi fa rivolgendosi a me el martoreo xe na balla. Non esiste nessun martoreo dighe a ste ciacolose che e assa stare i omeni specie quei sposai e te vedarè che el martoreo no el ciapa pì nessuno.

Non capii cosa volesse dire ma forte della mia pignatea e delle parole rassicuranti di mia mamma continuai ad andare a prendere el latte sempre allo stesso posto.

Una sera però a metà del percorso mi spaventai abbastanza perchè dall’altra parte della strada ossia dalla parte del fosso quello grande pieno di acqua sentii dei movimenti molto strani . Misi allora in pratica il mio piano: corsa veloce verso i Rocchetti e pignatea pronta per la difesa: Entrai di corsa in stalla e tutto concitato raccontai quello che avevo sentito provenire dal fosso. Uscirono allora gli uomini sulla strada ed a noi bambini intimaron : fermi tutti qua dentro non muovetevi che andiamo noi! Loro uscirono ed andarono subito dove io avevo indicato. Sentirono immediatamente i rumori e delle voci e si calarono in acqua. Noi ragazzi morivamo dalla curiosità ed allora a distanza seguivamo la vicenda. Trovarono in acqua un uomo ubriaco che con la sua bicicletta causa le buche ed il vino era precipitato nel fosso ma anziché spaventarsi era tutto allegro: Lo raccolsero che cantava ” Voglio cantare ! Lascatemi cantare! Ho caldo! ma perchè non volete cantare! ”

Allora mi rassicurai tantissimo e dissi tra me e me vedi mia mamma ha proprio capito tutto : el martoreo non fa paura.

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