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El Masaro con la 500

Si sa che i ragazzi fanno gruppo e nel gruppo ognuno si costruisce la sua personalità. Nel mio gruppo giovanile avevamo un bel ragazzo tarchiato con capelli neri, mani robuste che si chiamava Gastone ma che tutti chiamavamo el masaro ed a lui in fondo questo soprannome non dispiaceva. El masaro è l’anatra maschio più tozza e più goffa delle altre anatre ma trasmette un senso di superiorità e di forza proprio come il nostro amico.

Ci trovavamo alla domenica pomeriggio per andare al cinema o a ballare o la sera per andare alla sagra o per giocare a calcio, andare, al mare ecc. E spesso ci trovavamo a Rio a Volta a Roncaglia a giocare a biliardo, a calcio balilla, a carte ecc.

El Masaro c’era sempre e molto spesso assieme alla sua amatissima Fiat 500 bianca che lui aveva elaborato e verso la quale provava una vera e propria ammirazione. La proiezione della sua forza e della sua persona era la sua macchina. Lui la chiamava affettuosamente el caparo perché aveva tolto il paraurti anteriore , il paraurti posteriore, alzato, con apposito distanziatore, il cofano motore posteriore per conferire alla piccola 500 una grinta da auto sportiva e conferirle il tipico aspetto della chiocciola ossia el caparo in lingua veneta. Aveva poi applicato alla macchina decorazioni varie sul posteriore, sull’anteriore. Specchietti aereodinamici ed aveva poi del tutto elaborata e personalizzata la tappezzeria interna con cuscini, foderine, autoradio a sbalzo, portafortuna appesi al retrovisore, calamite varie sulla plancia. Insomma el caparo era inconfondibile ed el Masaro pilota guidava a suo modo con tanto di derapate, fischio delle ruote in partenza, frenate al limite e marmitta elaborata per fare più rumore come si conveniva ad una vera auto da competizione come sognava el masaro. In piazza a Voltabarozzo una volta si era anche capotato facendo una curva troppo stretta ma è subito uscito ha spinto la macchina di lato ed è risalito a bordo e ripartito come se nulla fosse facendo fischiare le gomme. Cose che si potevano fare, all’epoca, solo con la Fiat 500

Nonostante l’evidente “vorrei ma non posso” perché alla fin fine la 500 non era certo una fuoriserie come le mitiche LancIa o Alfa, tuttavia provavamo lo stesso una certa invidia per el masaro, perché lui aveva la macchina e noi ragazzotti molti dei quali andavano ancora a scuola o avevano appena incominciato a lavorare, viaggiavamo in bicicletta, con l’autobus traballante o se molto fortunati col motorino.

Ed el masaro lo aveva capito, che suscitava un po’ di invidia, e si atteggiava a piccolo divo. Camicia sempre aperta, catena al collo e ben in vista adagiata sui peli neri del petto o piccola sciarpa al collo e camicia aperta.

Ma el masaro aveva anche uno sfacciatissimo successo con le ragazze. Partiva da solo e a sentirlo tornava sempre in compagnia. Ma ultimamente aveva anche messo la testa a posto, come si suol dire, e lo si vedeva in giro sempre con la stessa ragazza.

Allora noi, curiosissimi, gli chiedevamo “come va con la tosa” o “come è andata domenica con la tosa” e lui sempre immancabile rispondeva: “na machina da fogo” digrignando i denti e stringendo forte i pugni , questa era la sua immancabile risposta. Na machina da fogo! Tanto era estroverso nel gioco quanto era molto parco a fornire notizie ai suoi amici o presunti tali, sulle sue conoscenze e frequentazioni femminili. E quindi dava adito a continua curiosità nei suoi confronti. Molti lo ritenevano un ballista , uno che si dava delle arie e poi non combinava nulla, altri invece lo prendevano sul serio e non capivano però perché fosse sempre così molto reticente nel fornire informazioni.

Ma un bel giorno al pomeriggio della domenica mentre il gruppettino stava giocando a calcio balilla, che noi chiamavamo biliardino uno se ne uscì con questa esclamazione. “ Ragazzi ho visto dove el Masaro accompagna la ragazza!” No! No!… Ma allora non sono fanfaronate quelle che El Masaro dice continuamente! Allora è vera la famosa macchina da fogo, dicevano alcuni. Altri invece erano molto più scettici e dicevano – “ma cosa vuoi che combini con quella 500 scassata! Per fare colpo sulle ragazze ci vuole ben altro! E’ un ballista incallito se avesse la ragazza almeno ce l’avrebbe presentata ed invece non si sa nulla!“ – Queste le obiezioni fatte dagli altri .

Per mettere però fine alle polemiche il nostro esploratore che aveva fatto la scoperta del posto ove si vedeva el Masaro all’opera disse: “E Beh ragazzi! Domenica pomeriggio andiamo sull’argine dove l’ho visto io e vedremo se sono balle o sono fatti veri!“.

La domenica pomeriggio verso sera andiamo sull’argine, nascondiamo le biciclette ed i motorini lontano, vicino ad una famosa trattoria dove si giocava alle bocce e ci mettiamo dai due lati dell’argine nascosti in mezzo all’erba alta.

Silenzio ed attesa che arriva il nostro uomo. Ad un certo punto uno si scoccia e se ne va. Siamo molto delusi perché se per caso el Masaro dovesse vederlo subito si sarebbe insospettito ed avrebbe cambiato programma. Invece fummo molto fortunati. Dalle luci deboli dell’imbrunire ecco spuntare i due piccoli fari anteriori del caparo che stavamo aspettando. L’auto avanza veloce poi rallenta di colpo e lentamente va a parcheggiare una ventina di metri dopo di noi. Un fremito invade il gruppo, el Masaro spegne il motore e le luci. Passa qualche minuto che a noi sembra un anno ed il nostro amico esce e con nostro grande stupore sfila il sedile anteriore dell’auto e lo deposita al lato della strada.

Zitti ragazzi che ci scopre!

El masaro gira attorno alla macchina fa uscire la ragazza che non vediamo bene nel crepuscolo e sfila anche il secondo sedile e lo deposita di lato. Noi sempre fermi ed acquattati a guardare increduli la scena.

El masaro risale in macchina armeggia sul pavimento svita la leva del cambio, esce di nuovo e distende sul fondo della macchina una piccola coperta. Risale in macchina e copre i vetri con dei fogli di giornale.

A questo punto non vediamo più nulla ed allora uno alla volta ci sfiliamo, andiamo a prendere i motorini e le biciclette e ce ritorniamo al bar.

Avete visto dicono alcuni el Masaro è un grande perché alle parole seguono i fatti la machina da fogo è sempre in attività, ma di nuovo parte la polemica perché altri ribattono: “si ma in fondo non abbiamo visto nulla se non che parcheggia l’auto “.

Si riprende di nuovo a giocare a biliardo quando uno ad un certo punto se ne esce con questa riflessione: “D’accordo ragazzi el masaro è un grande ma anche lui ha un bel punto debole”. E quale sarebbe il punto debole” ribattono gli altri.

Il punto debole a mio avviso sono i sedili tolti dall’auto e messi in strada risponde il nostro esploratore. “ E beh ragazzi! Con la 500 si fa quel che si può non è una Lancia, un’Alfa o una Multipla” ribattono gli altri .

Se tu gli porti via i sedili el masaro è finito! La machina da fogo è bell’è finita“ – risponde il solito esploratore.

Nooo!

Ragazzi domenica pomeriggio ci piazziamo sull’argine e gli freghiamo i sedili appena li mette fuori dall’auto” questa la proposta del capo banda.

Io si! Io no! Io non ci vengo! Se el Masaro lo viene a sapere ci ammazza tutti. Ci sono incertezze ma alla fine si decide per l’impresa.

Detto fatto si raccoglie una bella compagnia e si va di nuovo sull’argine ove si pensava el Masaro arrivasse con la sua auto. Di nuovo silenzio e odore del fieno, c’era anche tanta umidità sul far della sera ma l’attesa non è stata vana. Arriva la invidiata 500 bianca e solita frenata potente e parcheggio al solito posto. Come al solito el Masaro scende toglie i sedili e li appoggia uno vicino alla portiera del guidatore ed uno vicino alla porta del passeggero e rientra in auto.

Aspettiamo ancora un po’ e come al solito il nostro Gastone copre con la carta di giornale i vetri laterali. A questo punto uno solo dei ragazzi si avvicina all’auto e lentamente tira il sedile verso il basso senza fare rumore, lo stesso fa anche un altro che si trovava dall’altro lato della strada. Questo è un po’ meno bravo e fa maggior rumore tanto che sospettavamo che facesse fallire l’impresa. Allora si ferma per un po’ aspetta che tutto sia in ordine. Ritorna il silenzio ed allora trascina verso l’interno dell’argine anche il secondo sedile.

Ci riuniamo allora lontano dall’auto con i due sedili in mano come fossero dei trofei di guerra. Non potevamo trasportarli in bicicletta o in motorino ed allora li nascondiamo lontano dentro una boschetta che costeggia l’argine del Bacchiglione verso Ponte San Nicolò e ce ne torniamo in piazza. Troppo pericoloso assistere alla scena ed al brutto risveglio.

La scena ci è stata riferita da un nostro conoscente che era al bar ove si giocava alle bocce quando lo ha visto arrivare tutto trafelato a chiedere aiuto. Gridava “assassini…delinquenti … vi scopro….. mi avete rovinato …” allora si recarono in due sull’argine a vedere cosa si poteva fare.

Senza sedili l’auto non la si poteva guidare. La soluzione però la trovò uno dei soccorritori. Bastava aprire la capote ossia la tela che copriva la parte anteriore dell’auto e mettersi in piedi a guidare con la testa fuori, cosa che solo la 500 poteva permettere. Nell’armeggiare con la capote , la messa in moto la ragazza però dava segni di impazienza e chiedeva al nostro masaro di fare in fretta di riaccompagnarla a casa. Il povero Masaro non sapeva che pesci pigliare ed era diventato rosso come il peperoncino di Calabria quando picchia il sole.

Finalmente trovò la soluzione, levetta della messa in moto, in piedi con la testa fuori e mani sul volante, rientro veloce ogni volta che bisognava cambiare marcia e tenersi in equilibrio su un piede solo perché un piede doveva essere necessariamente poggiato sull’acceleratore. In pratica era impossibile cambiare marcia perché la 500 richiedeva la doppietta per scalare mentre per salire era più facile. Il nostro guidatore rosso paonazzo mette in moto arrabbiatissimo riesce a mettere la terza e con il motore al massimo riaccompagna a casa la ragazza e poi con la testa fuori ed in equilibrio precario arriva in piazza col buio.

Grida parole sconnesse! Lo soccorriamo e facciamo finta di non saperne nulla. Ci racconta a sprazzi cosa gli era successo e noi lo confortavamo. Vedrai che non è niente. Sono cose che risolvono in un attimo gli diciamo.

Uno ebbe anche un’idea brillante. ” Facciamo il giro dei ferrivecchi e vedrai che troviamo i tuoi sedili o ne troviamo di migliori “.

Ma el Masaro era inconsolabile era l’ombra di se stesso aveva anche fatto un figura barbina con la ragazza che ospitava in auto la quale gli aveva detto non farti più vedere in giro.

Uno del gruppo temendo per la salute del nostro ridimensionato masaro parlò con un commerciante di ferrovecchio che vendeva vecchi ricambi auto a Mezzavia e da una 500 sfasciata in un incidente tolse due belli sedili.

El caparo corsaiolo rimase fermo in corte malinconico per due o tre giorni finché uno del gruppo non accompagnò el Masaro dalla sfasciacarrozze a prendere i sedili nuovi. Il commerciante li accolse con un sorriso a 36 denti e li tranquillizzò. Caro il mio cliente sono cose che capitano è successo spesso che i sedili si sfasciano in un incidente ed allora li facciamo saldare o li sostituiamo “ disse con fare molto sicuro!” “Si “ – disse el masaro – “Ma a me i sedili li hanno rubati!”. “Sono cose che capitano, non te la devi prendere pensa che la settimana scorsa hanno rubato tutte le ruote dell’auto e se ti avessero rubato le ruote la vedevo dura tornare a casa!” – gli disse lo sfasciacarrozze.

“E sei anche fortunato perché hai trovato due sedili della 500 che sono quasi nuovi e del nuovo modello…. sono i sedili lusso!“ – gli disse il commerciante .

“E dove si vede che questi nuovi sedili sono sedili di lusso?” – chiese el masaro allo sfasciacarrozze. “Ma è semplicissimo – riprese lui – vedi il modello lusso ha un tubo di lato coperto con un pomello, che se lo alzi verso l’alto sgancia lo schienale del sedile e lo schienale si rovescia del tutto all’indietro perché lo schienale è fissato ad una serie di incastri. Se guardi il sedile da sotto capisci subito“. A queste parole el Masaro si tranquillizzò e si mise addirittura a sorridere quando sentì il prezzo. Lo sfasciacarrozze per i due sedili quasi nuovi voleva solo 5.000 lire dicendogli che gli veniva incontro per la brutta avventura patita.

El Masaro prese subito i sedili nuovi ed assieme all’amico, che lo accompagnava, corse subito a casa. Trovò la sua 500 che lo aspettava tutta mogia mogia, infilò i sedili nelle guide e provò anche lo sgancio del sedile lusso. Funzionava tutto perfettamente. Passò un po’ di grasso sulle guide e sullo sgancio e ripartì a tutta velocità col caparo .

Il gruppo poi discretamente e senza dare nell’occhio portò allo sfasciacarrozze i sedili sottratti perché anche lui sapeva che l’ottimo prezzo praticato al cliente si basava sulla permuta dei vecchi sedili. Rimase colpito dai sedili che gli portammo e disse veramente belli e ben tenuti ma quelli che vi ho dato io ragazzi sono la fine del mondo sono il modello lusso, che ora la Fiat monta sul nuovo modello di 500 detta 500 L. .

El Masaro ne uscì molto ridimensionato dalla vicenda, sembrava sempre molto più riflessivo e si faceva vedere molto meno e alla tradizionale domanda come va con la ragazza rispondeva sempre li devo prendere questi assassini.

Una domenica pomeriggio andiamo a ballare a Sant’Angelo e vediamo el Masaro all’opera come ai bei tempi.

Adocchia una bella ragazza alquanto vivace e le si avvicina.

“Signorina permette un ballo?” – chiese alla ragazza che era seduta lungo la pista da ballo e questa lo guarda e lo squadra dal basso in alto e con fare deciso gli risponde: “ Gheto ea machina?“ El Masaro rimase non molto sorpreso dal tipo di domanda, che non aveva all’apparenza molta attinenza con il ballo che aveva richiesto e subito rispose: “Certo che ho la macchina”. “E che machina gheto” – riprese la ragazza incuriosita. “Ho la 500!” – rispose lui – “Ma modello lusso!”. La ragazza lo guardò di nuovo e gli rispose: “Ma camina! Va al to paese con la 500 modello lusso!”

Questo episodio venne poi riferito al gruppo. “Ragazzi anche el Masaro ga fato cilecca ea machina da fogo xe deventà na machina da formenton “ disse il capobanda. Da quel giorno el Masaro ridimensionato cambiò compagnia e non si fece più vedere in giro per un bel pezzo anche la 500 bianca da quel giorno sembrò anche un po’ meno elaborata e con poca voglia di correre forse El Masaro aveva capito che è sempre meglio non farsi invidiare.