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Liber Baptizatorum

Frontespizio del “Libro dei Battezzati” del 1710 nell’archivio parrocchiale di Ponte S. Nicolò

Ho avuto modo di consultare tempo fa il Registro dei Battezzati nell’Archivio parrocchiale di Ponte S. Nicolò redatto con cura ed in bella grafia dai vari Rettori, come si chiamavano una volta i Parroci, prendendo in esame il periodo che va dal 1721 al 1791, quando il nostro paese contava solo poche centinaia di “anime”.

Il fonte battesimale si trovava nell’antica chiesetta parrocchiale di S. Nicola che risale al 1400, tuttora in piedi anche se purtroppo abbandonata a se stessa e, sia pur nella scarna registrazione delle nascite redatte tutte con formule abbastanza codificate, vi posso assicurare che si tratta di una piccola miniera di informazioni, a partire dal nome di battesimo del neonato con le generalità del padre e della madre, dei nonni e dei padrini con relativi soprannomi e luoghi di provenienza, fino all’ora del parto ed eventuali complicazioni.

Tanto per cominciare i nati registrati in questi settant’anni sono in tutto 1851, di cui 954 maschi e 897 femmine, un numero abbastanza paritetico fra i due sessi, come nel 1733 quando nacquero esattamente 11 maschietti e 11 femminucce, salvo ritrovarci vent’anni dopo, nel 1753, con soli 8 maschi e ben 20 femmine. Scherzi di madre Natura, si direbbe, comunque la media rimane sui 26 bambini all’anno con punte massime di 37 e minime di 17.

Simpatico notare come, dal punto di vista storico, vige ancora la trascrizione delle generalità di residenza di genitori e padrini con l’espressione: risiedono ambedue in questo fuoco, espressione risalente al Medio Evo, pochi quelli che provengono dai paesi limitrofi come Legnaro, Isola dell’Abbà, Roncagiette o Villa Forra (Villatora).

Per non parlare delle ore della nascita dove le annotazioni sono le più disparate e approssimative, visto che ci si regolava con il sole e le campane, talune direi persino poetiche come: nacque all’alba chiara, al far dell’alba, la mattina nel levar del sole. Oppure: circa il mezzo giorno, la notte passata, alla prima della notte, all’hore due della notte, ieri sera alle ore una di notte, ieri di sera circa le ore 23, circa le ore 12 cum dimidio, questa notte passata circa le ore sei, dico 6, ieri dopo pranzo circa le ore 22 (ma a che ora pranzava questo Parroco? A meno che non confonda il pranzo con la cena). E ancora: nacque già mattina a ore 14 in circa (!), ieri di notte a ore 7 circa (!), ieri sera al tramontar del sole, nacque li 7 del corrente anno circa 4 ore e sei di notte. Accidenti che precisione!

Il capitolo più curioso da esplorare resta però quello dei soprannomi e dei parti gemellari.

I soprannomi si riferiscono solitamente a tutto un nucleo familiare e sono talmente diffusi e radicati che non di rado prendono il sopravvento sui cognomi di origine, diventando poco a poco cognomi essi stessi come nel caso dei De’ Michielli detti Nicoletto che diventano Nicoletto dei De’ Michielli e poi semplicemente Nicoletto; o di Rampin detto Toson che, col passare del tempo, diventerà Toson e basta.

Ma poi abbiamo: Campanaro, Meneghea, Schiocega, Bugio, Bogio, Ghirotto, Sapeto, Barrichella, Saraccha, Bettio, Ongio, Morte, Lavareti, Berìa, Scarmelotto, Pagliaro, Carraretto, Melanta, Bosega, Capon, Colombara, Zorze, Pattao, Sbregatella e molti altri ancora. Chissà se questi simpatici soprannomi avranno resistito fino ai giorni nostri e se qualcuno, leggendo, potrà ancora riconoscersi.

E per quanto riguarda i nomi imposti al momento del Battesimo? Gira e rigira quello più comune per i maschi rimane sempre Antonio, che troviamo trascritto almeno un centinaio di volte, seguito da Piero, Bastian, Valentino, Biasio, Pasqual, Santo e così via. Anche per le femmine al primo posto c’è Antonia, seguito da Angela o Anzola, Maria, Santa, Margarita, Paula, Anna, Pasqua o Cattarina.

Un caso a sé lo si riscontra nel nome di Matteo che un tempo non esisteva sotto questa forma ma si usava al maschile con Mattio e al femminile con Mattia. Insomma, una bella confusione.

Scheda gemelli

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