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Il “Nodo gordiano”

Leggendo ogni mattina i titoli dei principali giornali di casa nostra mi sono imbattuto l’altro giorno in un trafiletto che diceva: «Risolto, da parte del governo, il nodo gordiano del…ecc. ecc». Ohibò, mi son detto, era da un bel pezzo che non sentivo usare questa espressione ed è per questo motivo che ora ve la voglio in breve spiegare.

Dunque, come mostra la cartina, ci troviamo nel cuore dell’odierna Turchia a pochi chilometri dalla capitale Ankara e Gordio è un’antica città della Frigia, patria del famoso re Mida, quello che trasformava in oro tutto ciò che toccava.

Siamo nel 334 a.C. e Alessandro Magno, partito dalla natia Macedonia per conquistare il mondo, è in marcia verso Est e, prima di affrontare gli eserciti persiani, decide di porre i suoi accampamenti al centro della penisola anatolica, a Gordio appunto, dove esiste un tempio intitolato a Dioniso che custodisce un carro sacro legato con un grosso nodo. Una profezia dice che, colui che riuscirà ad impossessarsi di questo carro regale sciogliendone il nodo che lo tiene legato, fonderà un impero. Figurarsi! Il giovane, ambizioso generale Alessandro non aspettava altro incitamento dagli dèi e, senza pensarci due volte, estratta la spada tagliò il nodo in due, liberando così il carro. Con questa sua dimostrazione di coraggio e di risolutezza aveva in tal modo spalancato le porte alla premonizione del destino e alla conquista dell’Asia.

Ecco perché ancora oggi andare dritti allo scopo senza guardare in faccia nessuno nella soluzione di un problema intricato si dice: sciogliere il nodo gordiano. Anche se, per la verità, tale espressione dotta viene usata soprattutto nelle aule parlamentari e nelle aule giudiziarie mentre nel nostro parlar comune quotidiano se ne preferisce un’altra ben più nota ed incisiva e cioè: tagliar la testa al toro!

Alessandro Magno taglia il nodo di Gordio
Questo detto nasce nientemeno che a Venezia mille anni fa in quanto appunto un toro era il tributo che Aquileia doveva pagare ogni anno alla sua sottomissione a Venezia. Toro che veniva poi dato in pasto (letteralmente!) al popolo veneziano, sotto carnevale!
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